Ritiro Filosofico (28-29/04/2015)
Classe IV A Liceo Spano Sassari e laboratorio filosofico per adulti
A cura di Daniela Masia
Pratictioner P.W.C (PHILOSOFY WITH CHILDREN) – S.I.Co.F.
E IL PROF. MICHELE PINNA, docente di Filosofia e Storia
"Il suolo su cui l'uomo appoggia i piedi non è la terra ma una filosofia. [...] il nostro essere affonda
sempre le sue radici viventi in una filosofia. La maggior parte degli uomini non lo comprende perché
questa filosofia di cui vivono non sembra il risultato del loro sforzo intellettuale ma la pura verità, vale a
dire, la realtà stessa”.
Josè Ortega Y Gasset
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In queste due giornate abbiamo scelto di immergerci profondamente in quel che il vostro laboratorio “
Vivo ergo sum” ha tracciato durante il viaggio filosofico che avete intrapreso in questo anno scolastico.
1) Abbiamo ascoltato un brano musicale “Domenica e lunedì” di Angelo Branduardi, e da questo
stimolo abbiamo tratto il tema del nostro laboratorio: IL TEMPO
Per ragionare questo tema abbiamo utilizzato quale attitudine conoscitiva il “DIAOLOGO SOCRATICO” in
una forma semplificata seconda la metodologia della PWC; Il dialogo era considerato come strumento
metodologico e Socrate lo riteneva fondamentale per giungere alla verità: conoscere se stessi, secondo il
motto delfico, è il vero obiettivo di ogni autentica pratica di ragionamento.
OBIETTIVO: trovare una risposta alla domanda “Che cos’è?”il Tempo, con una definizione condivisa da
tutti i partecipanti.
Il nostro laboratorio ci ha impegnati per oltre 4 ore di attività durante le quali abbiamo condiviso le
nostre esperienze lavorando sulle parole chiave emerse da tutti i racconti. Da qui abbiamo proseguito in
un lavoro in piccoli gruppi al fine di pervenire ad una definizione condivisa che rispondesse alla domanda
originaria: CHE COS’ È IL TEMPO?
Come abbiamo agito:
- Abbiamo ascoltato; dia-logos: parlare e ascoltare!
- Abbiamo ascoltato le diversità
- Abbiamo cercato il consenso senza appiattire le nostre idee
- Abbiamo espresso dubbi e cercato di darne ragione (argomentato)
- Abbiamo posto domande; abbiamo chiarito che non ci sono DOMANDE STUPIDE(se sincere!);
STUDIPE SONO LE RISPOSTE OFFERTE SENZA LE GIUSTE DOMANDE
Nota Bene: [Ricordiamo come nota che: Due gli strumenti del “dialogo” che Socrate utilizza in maniera privilegiata: l’ironia, che gli permette,partendo da una posizioni apparentemente “inferiore”, di smontare dall’interno le convinzioni dell’avversario, e la maieutica, e cioè l’arte dellalevatrice (quale era ad esempio la madre di Socrate, Fenarete) di far nascere i bambini, come Socrate fa “nascere” la verità dialogando con ilproprio interlocutore.]
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LA FILOSOFIA È FIGLIA DELLA MERAVIGLIA
[Platone, Teeteto, 155 C – D
- Teeteto – Per gli dèi!, Socrate, io mi trovo straordinariamente pieno di meraviglia: che cosa sono
mai queste rappresentazioni? E qualche volta quando concentro veramente l’attenzione su di esse, mi
vengono le vertigini.
- Socrate – *… È proprio tipico del filosofo quello che tu provi, l’essere pieno di meraviglia: il
principio della filosofia non è altro che questo, e chi ha letto che Iride è figlia di Taumante sembra che
non abbia tracciato una cattiva genealogia*.
- *[Nella traduzione italiana si perde il gioco di parole presente in greco. Stando al mito narrato da
Esiodo nella Teogonia (“Generazione degli dei”), il padre di Iride, messaggera degli dei, era Taumante, il
cui nome Thàumas, suona come la parola thàuma, meraviglia (dal verbo thaumàzein, meravigliarsi,
stupirsi). L’accenno al mito rafforza quanto affermato in precedenza. La filosofia si colloca in una
posizione intermedia tra uomo e dio, tra ignoranza e sapienza, proprio come la messaggera Iride mette in
reciproca comunicazione il divino con l’umano. E come Iride è figlia di Taumante, così la filosofia deriva
dalla meraviglia. Cioè: l’uomo è animale filosofico nella misura in cui è capace di provare stupore,
ammirazione, curiosità. Seguendo questo istinto, l’essere umano progredisce lungo il cammino della
conoscenza, avvicinandosi (senza mai raggiungerla del tutto) alla sapienza che è propria degli dei (vedi
anche Simposio, 201 D – 204 C)]
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2) Abbiamo intrapreso la prima parte del laboratorio sulla rappresentazione e la realtà (il mito della
caverna platonica)
LA MAPPA NON È IL TERRITORIO
Obiettivo: Acquisire consapevolezza che la rappresentazione della realtà non è la realtà stessa. Scoprire i
processi di selezione che si innescano nel processo di mappatura della realtà
Questo laboratorio necessita di qualche altra ora di tempo per esperire nella completezza ogni aspetto.
Abbiamo completato un primo aspetto . speriamo di avere l’occasione per completarlo
Procedura:
- Abbiamo presentato il problema;
- Abbiamo disegnato la mappa delle sale in cui abbiamo lavorato;
- Abbiamo analizzato i dettagli della realtà che non sono
- Abbiamo riflettuto e condiviso su una mappa della realtà che abbiamo costruito insieme
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3) Abbiamo imparato che i conflitti sono nella nostra testa!
VISIONE DEL MONDO E GESTIONE DEL CONFLITTO:
- I soggetti non rispondono mai a un conflitto “reale” bensì a una propria rappresentazione del
conflitto.
Non si agisce in una oggettiva arena conflittuale ma in una personale idea della realtà del conflitto, che
ha origine e si sviluppa all’interno della propria visione del mondo, con profonde ripercussioni sul
presunto mondo oggettivo sede del conflitto.
Non è possibile analizzare e gestire una situazione conflittuale senza comprendere le modalità con cui è
percepito e interpretato dai suoi attori.
https://www.philopractice.org/it
Al seguente indirizzo è possibile ascoltare le esperienze di filosofi pratici che operano in tutto il mondo e aderenti al progetto di filosofia pratica Agora Project.